martedì 4 marzo 2008

Israele ritira i blindati da Gaza, "Operazione in via di conclusione" (La Repubblica).

GAZA - Si è conclusa alle prime ore dell'alba l'incursione terrestre israeliana a nella zona di Jabaliya-Sajaya (Gaza), ma i lanci di razzi palestinesi verso Israele proseguono. Mentre gli ultimi mezzi blindati israeliani lasciavano la Striscia di Gaza, dopo giorni di pesanti combattimenti in cui sono morte un centinaio di persone, miliziani palestinesi sono tornati a bersagliare le vicine città israeliane di Sderot ed Ashqelon, dove un condominio è stato centrato da un razzo Grad. Sono sette, complessivamente, i razzi sparati.

Nel corso della notte l'aviazione israeliana ha compiuto a sua volta diversi raid nel tentativo di neutralizzare i lanci di razzi. Cinque miliziani di Hamas, riferiscono fonti locali, sono stati uccisi.

Per Israele, l'offensiva terrestre nella Striscia, lanciata parallelamente ai raid aerei nel tentativo di sradicare il lancio di missili palestinesi contro il territorio israeliano, è stata un successo. Ma da Hamas la repentina partenza dei soldati israeliani è stata salutata come "una vittoria" per le milizie locali, le quali assicurano che proseguiranno nei loro attacchi. "Abbiamo trasformato Sderot in una città fantasma - ha detto ieri un dirigente di Hamas - e anche ad Ashqelon avverrà altrettanto".

(3 marzo 2008)

Israel kills 2 militants in Gaza air strikes.

Nidal al-Mughrabi

GAZA (Reuters) - Israel's air force killed two Palestinian militants in the Gaza Strip on Tuesday, one of them a rocket squad member who had launched a salvo across the border, militant and medical sources said.

The air strikes followed a five-day Israeli assault on the ruling Hamas Islamists in the northern Gaza Strip which killed more than 100 Palestinians, many of them civilians, as well as two soldiers.

The offensive prompted Western-backed Palestinian President Mahmoud Abbas to suspend peace talks with Israel. Secretary of State Condoleezza Rice was due to visit later on Tuesday to try to reconcile Abbas and Israeli Prime Minister Ehud Olmert.

Hamas, which has largely held its fire since the Israeli pullback on Monday, said one of its gunmen died in a missile strike in Gaza City, near the border with the Jewish state.

An earlier air force attack killed a member of an Islamic Jihad rocket squad in the northern Gaza Strip, and wounded one of his comrades, the Palestinian militant group said.

Islamic Jihad said its men launched seven rockets at the Israeli border town of Sderot. The salvo damaged a home but caused no casualties, an Israeli military spokeswoman said, confirming that the air force then struck the rocket crew and later the gunman in Gaza City.

Israel says Hamas, which routed Abbas's forces to take control of the Gaza Strip last June, bears responsibility for all cross-border attacks from the territory. Olmert has vowed no let-up in military action to curb the rocket strikes.

"These daily and lethal assaults on our civilians will be met with our unbending resolve to continue our defensive measures in the Gaza Strip, to enable Israelis to live a life free of Palestinian rocket attacks on their homes, schools and city centers," said David Baker, an Olmert spokesman.

lunedì 3 marzo 2008

Rassegna stampa del 3 marzo 2008.


Israele: se il giornale più equilibrato è il Sole 24 Ore.

Che i quotidiani italiani su Israele diano una pessima informazione, è noto. Se vai a sinistra, Manifesto e Liberazione, trovi i soliti riflessi condizionati anti-israeliani, triti e ritriti, avanzi della stagione andata, di quando la kefia era di gran moda e i giovanotti di sinistra la usavano anche per rimorchiare. Se vai a destra, già lo sai. Se invece vai sui quotidiani moderati, tra centro e centrosinistra, vedi Corriere, Repubblica e Stampa, trovi la difesa aprioristica di Israele, lunghe premesse di condanna dell'antisemitismo e dell'antisionismo, omaggi preventivi alla saggezza dei leader israeliani e silenzi pesanti come tombe sulle vittime palestinese. Bastava guardare nei giorni scorsi il Corsera, prima della strage di 61 palestinesi e 2 israeliani. La vittima israeliana del razzo Qassam compariva con tanto di foto e piede in primo piano e titolo a tutta pagina. Le vittime palestinesi, numero imprecisato, bambini imprecisati, ben occultati negli spazi bianchi tra le righe. Oggi non si poteva dar conto della strage, che però viene commentata solo dal punto di vista israeliano. Niente sui quattri ragazzini uccisi mentre giocavano a calcio. Nessuna voce non dico palestinese, non dico araba, ma almeno non israeliana a commentare i fatti, che non si sono raccontati (il solito Yehoshua e poi Appelfeld, Morris, Keret). Uno schifo, indegno di un'informazione che nega la sua ragion d'essere: informare.
Per trovare un po' d'equilibrio, occorre andare all'estero. Oppure, incredibilmente, sul Sole 24 Ore. Dove un bravo inviato, Ugo Tramballi, autore anche di un gran bel libro in materia (L'ulivo e le pietre, 2002), fa un'analisi lucida e senza pregiudizi. Ci parla delle provocazioni di Hamas, della sua strategia di morte e di paura, del terrore nel quale fa vivere una parte del popolo ebraico. E ci spiega di come Israele anche questa volta sia andata ben al di là della legittima difesa, restando per l'ennesima volta "prigioniero della propria occupazione". Basta poco per riconciliarsi con la decenza. Ma anche quel poco, si fa fatica a trovarlo e sembra un'audacia perfino pericolosa.

stamparassegnata.splinder.com

domenica 2 marzo 2008

2 marzo 2008 - Rassegna stampa.




Gaza, in cinque giorni centro vittime. Ma Olmerti va avanti: i raid continuano (Corriere.it)



GERUSALEMME - Israele respinge qualsiasi tipo di critica da parte della comunità internazionale contro un uso sproporzionato della forza, all'indomani degli attacchi contro i palestinesi che hanno fatto almeno 60 vittime. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha annunciato che Gerusalemme proseguirà le operazioni «contro le organizzazioni terroristiche» nella Striscia. «Israele non ha alcuna intenzione di cessare, neanche per un momento, i combattimenti contro le organizzazioni terroristiche», ha dichiarato Olmert durante l'apertura della riunione settimanale del governo a Gerusalemme. «Nessuno ha il diritto morale di criticare Israele perchè esercita il suo diritto all’autodifesa», ha aggiunto Olmert. Gli fa eco il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, che ha affermato dal canto suo che i comandi dello Stato ebraico sono pronti a lanciare un’ampia offensiva di terra nella Striscia di Gaza.

«STOP AI CONTATTI» - D'altra parte il presidente palestinese Abu Mazen ha deciso di sospenedere tutti i contatti con Israele in segno di protesta per le operazioni israeliane a Gaza. Lo rende noto il suo portavoce, Nabil Abu Rudeina, con un comunicato distribuito a Ramallah, Cisgiordania. «I negoziati sono sospesi, così come tutti i contatti a tutti i livelli, perchè non hanno più senso di fronte all'aggressione israeliana» afferma il comunicato. «Il governo israeliano ha deciso di lanciare una guerra ingiusta e massacra il nostro popolo. Porta la completa responsabilità per il blocco del processo di pace», aggiunge Abu Rudeina. Questa sospensione sarà in vigore «fino alla fine della aggressione».

101 VITTIME IN 5 GIORNI - Nel frattempo il bilancio delle vittime nella Striscia continua a salire. R In cinque giorni sarebbero stati uccisi dal fuoco israeliano a Gaza più di cento palestinesi. La situazione è precipitata mercoledì scorso con la uccisione di cinque responsabili del braccio armato di Hamas a Khan Yunis, a sud di Gaza. Secondo fonti israeliane, stavano preparando un grave attentato. Nei primi tre giorni di combattimenti, sono rimasti uccisi a Gaza 35 palestinesi. Ma sabato, in quella che la stampa palestinese definisce «la giornata più cruenta nei Territori dalla guerra del 1967», ne sono rimasti uccisi altri 61, fra cui anche civili, donne e bambini. Il bilancio di domenica parla di altra cinque vittime : un miliziano e l'autista di un'ambulanza (i cui cadaveri sono stati recuperati nelle ultime ore), una bambina deceduta in ospedale per le ferite riportate sabato e due palestinesi uccisi a Jabalya da cecchini israeliani.

LA CONDANNA DELL'ONU - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto intanto a Israele e i militanti palestinesi di mettere fine a tutte le violenze a Gaza. «I membri del Consiglio di sicurezza sono profondamente preoccupati per la perdita di vite umane nella parte meridionale di Israele e a Gaza e condannano l'escalation di violenze», si legge nel comunicato reso noto dall'ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitaly Ciurkin, attuale presidente di turno.

APPELLO DEL PAPA - «In questi ultimi giorni la tensione tra Israele e la Striscia di Gaza ha raggiunto livelli assai gravi» ha detto Benedetto XVI durante l'Angelus rinnovando il suo «pressante invito alle Autorità, sia israeliane che palestinesi, affinché si fermi questa spirale di violenza, unilateralmente, senza condizioni».


02 marzo 2008 - Corriere.it