
GERUSALEMME - Israele respinge qualsiasi tipo di critica da parte della comunità internazionale contro un uso sproporzionato della forza, all'indomani degli attacchi contro i palestinesi che hanno fatto almeno 60 vittime. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha annunciato che Gerusalemme proseguirà le operazioni «contro le organizzazioni terroristiche» nella Striscia. «Israele non ha alcuna intenzione di cessare, neanche per un momento, i combattimenti contro le organizzazioni terroristiche», ha dichiarato Olmert durante l'apertura della riunione settimanale del governo a Gerusalemme. «Nessuno ha il diritto morale di criticare Israele perchè esercita il suo diritto all’autodifesa», ha aggiunto Olmert. Gli fa eco il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, che ha affermato dal canto suo che i comandi dello Stato ebraico sono pronti a lanciare un’ampia offensiva di terra nella Striscia di Gaza.
«STOP AI CONTATTI» - D'altra parte il presidente palestinese Abu Mazen ha deciso di sospenedere tutti i contatti con Israele in segno di protesta per le operazioni israeliane a Gaza. Lo rende noto il suo portavoce, Nabil Abu Rudeina, con un comunicato distribuito a Ramallah, Cisgiordania. «I negoziati sono sospesi, così come tutti i contatti a tutti i livelli, perchè non hanno più senso di fronte all'aggressione israeliana» afferma il comunicato. «Il governo israeliano ha deciso di lanciare una guerra ingiusta e massacra il nostro popolo. Porta la completa responsabilità per il blocco del processo di pace», aggiunge Abu Rudeina. Questa sospensione sarà in vigore «fino alla fine della aggressione».
101 VITTIME IN 5 GIORNI - Nel frattempo il bilancio delle vittime nella Striscia continua a salire. R In cinque giorni sarebbero stati uccisi dal fuoco israeliano a Gaza più di cento palestinesi. La situazione è precipitata mercoledì scorso con la uccisione di cinque responsabili del braccio armato di Hamas a Khan Yunis, a sud di Gaza. Secondo fonti israeliane, stavano preparando un grave attentato. Nei primi tre giorni di combattimenti, sono rimasti uccisi a Gaza 35 palestinesi. Ma sabato, in quella che la stampa palestinese definisce «la giornata più cruenta nei Territori dalla guerra del 1967», ne sono rimasti uccisi altri 61, fra cui anche civili, donne e bambini. Il bilancio di domenica parla di altra cinque vittime : un miliziano e l'autista di un'ambulanza (i cui cadaveri sono stati recuperati nelle ultime ore), una bambina deceduta in ospedale per le ferite riportate sabato e due palestinesi uccisi a Jabalya da cecchini israeliani.
LA CONDANNA DELL'ONU - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto intanto a Israele e i militanti palestinesi di mettere fine a tutte le violenze a Gaza. «I membri del Consiglio di sicurezza sono profondamente preoccupati per la perdita di vite umane nella parte meridionale di Israele e a Gaza e condannano l'escalation di violenze», si legge nel comunicato reso noto dall'ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitaly Ciurkin, attuale presidente di turno.
APPELLO DEL PAPA - «In questi ultimi giorni la tensione tra Israele e la Striscia di Gaza ha raggiunto livelli assai gravi» ha detto Benedetto XVI durante l'Angelus rinnovando il suo «pressante invito alle Autorità, sia israeliane che palestinesi, affinché si fermi questa spirale di violenza, unilateralmente, senza condizioni».
02 marzo 2008 - Corriere.it